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Allo studio una Gigabit Ethernet dal cavo supercompatto

L'Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), l'associazione internazionale che si occupa della promozione delle scienze tecnologiche, ha appena rivelato di aver disposto la formazione di un gruppo di studio con lo scopo di mettere a punto una versione 'ridotta' dei collegamenti Gigabit Ethernet. Che significa? I ricercatori desiderano individuare un approccio che consente di ridurre il numero di connessioni elettriche necessarie per trasportare i dati senza ridurre la velocità di trasferimento dati garantita da un collegamento Gigabit Ethernet, conosciuto anche come IEEE 802.3z, evoluzione a 1.000 Mbit/s del protocollo Fast Ethernet (lo standard IEEE 802.3u) a 100 Mbit/s.

L'idea è quella di rendere i cavi adoperati per le connessioni Ethernet, nel prossimo futuro, ancora più compatti. Il settore dell'automotive potrebbe essere il primo a beneficiare di collegamenti Gigabit Ethernet più semplici da allestire: sui prossimi modelli di autovetture gli strumenti di comunicazioni saranno sempre più presenti ed evoluti.
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Primo aprile: ecco tutti i 'pesci' di casa Google

E' il primo aprile e come ogni anno 'i pesci' sguazzano anche nella Rete. Tutto è permesso: notizie palesemente false, bizzare o sensazionalistiche - che però sono solamente frutto della fantasia dei loro autori -. Anche quest'anno Google ha fatto la parte del leone: l'azienda di Page e Brin ha presentato al mondo una versione di Google Maps a 8 bit pensata appositamente per Nintendo Entertainment System (NES), console lanciata dal produttore giapponese nel 1983 e che, in un certo senso, ha continuato a vivere addirittura fino al 2007 (Nintendo ha riparato i sistemi della serie 'Famicom' sino a poco più di quattro anni fa quando ha comunicato la fine delle scorte nei magazzini). Con un divertentissimo video, gli ingegneri di Google hanno spiegato nel dettaglio l'innovazione:



Ecco quindi che su Google Maps (ved.
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L'enciclopedia Britannica solo online: è la fine di un'era

Basta edizioni in 32 volumi rilegati. Per l'Enciclopedia Britannica è arrivato il momento del passaggio definitivo al digitale. Un percorso iniziato otto anni fa e che introduce un business model diverso, nel quale c'entra anche Wikipedia.

Fa sempre scalpore quando una istituzione decide di cambiare radicalmente pelle e faccia. Così non può che raccogliere amplissima eco sul web la notiza che l'Enciclopedia Britannica dopo 244 anni di 'onorato servizio' ha deciso di sospendere le pubblicazioni e di spostarsi integralmente (o quasi come vedremo tra poco) sull'online.

Segno dei tempi che cambiano, senza dubbio. E la Britannica ha semplicemente preso atto che gli utenti preferiscono rivolgersi a siti come Wikipedia o Google, piuttosto che ricercare le informazioni di cui hanno bisogno su volumi cartacei, per quanto monumentali, autorevoli e referenziati questi siano.
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Windows: come trasformare un'unità USB rimovibile in un hard disk 'fisico'

In Windows tutti gli hard disk installati all'interno del personal computer sono trattate come unità 'fisiche', non rimovibili. Analogamente, tutti i dispositivi di memorizzazione che sono collegati al sistema in uso servendosi delle varie porte sono indicati come unità rimovibili. E' il caso, ad esempio, dei dispositivi di memorizzazione USB oppure delle schede di memoria.
Il sistema operativo di Microsoft, in forza di tale impostazione, non permette la creazione e la gestione di più di una partizione nelle unità disco USB. Qualora un dispositivo rimovibile contenesse già più partizioni, queste non risulteranno accessibili simultaneamente in ambiente Windows.

Mentre Linux permette di accedere a tutte le partizioni eventualmente presenti in un'unità disco USB, Windows non offre la medesima possibilità. E sebbene un disco esterno USB possa essere partizionato ricorrendo ad apposite utilità sviluppate da terzi, Windows permetterà l'accesso esclusivamente alla prima partizione.
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